Nel Borgo di Barrea tra Storie di Chiese e di Santi

Il percorso inizia alla Porta di Sopra, detta anticamente Porta Dione, uno dei due soli ingressi del centro storico. Proseguendo per via Duca degli Abruzzi si raggiunge la Cappella barocca di S. Maria delle Grazie, dell’omonima confraternita, canonicamente eretta nel 1829 con l'assenso del Papa e del re di Napoli. Si raggiunge Piazza Umberto I, anticamente chiamata Piazza del Mercato che è stata il centro economico, religioso e amministrativo del paese.

Prezzo

€ 67,00
1 giorno

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Descrizione

Qui troviamo la Chiesa parrocchiale di San Tommaso Apostolo che fu edificata nel 13° secolo e consacrata il 2 aprile 1300 da Giacomo, vescovo di Trivento. Il portale è in stile tardo-rinascimentale datato 1569. Più volte danneggiata e rimaneggiata nel corso dei secoli, attual... leggi di più

Qui troviamo la Chiesa parrocchiale di San Tommaso Apostolo che fu edificata nel 13° secolo e consacrata il 2 aprile 1300 da Giacomo, vescovo di Trivento. Il portale è in stile tardo-rinascimentale datato 1569. Più volte danneggiata e rimaneggiata nel corso dei secoli, attualmente presenta una pianta a tre navate e un interno decorato con stucchi e dorature in stile barocco Luigi XV. Affrescata nella seconda metà del 700 da Paolo Gamba da Ripabottoni (affreschi in parte perduti). All'interno si possono ammirare gli altari con tarsie in marmi policromi e bassorilievi, un crocifisso ligneo e confessionali del 700. Sulla facciata principale è presente un portale tardo-rinascimentale in pietra locale. Il campanile è stato ricostruito nel 1710 dopo che il precedente era crollato a causa di un terremoto. È stata gravemente danneggiata da un incendio nel corso della II Guerra Mondiale e dal terremoto del 1984.'interno della piazza di Barrea, troviamo altri edifici storici del paese. L’ottocentesco Municipio in stile neoclassico caratterizzato da un interno arricchito da preziosi mosaici eseguiti da maestri comasini. Sul lato destro dell’edificio i piccoli usci che si notano ricordano le carceri comunali dove venivano chiusi individui in stato di ubriachezza. Sempre nella piazza c'è il Palazzo gentilizio della famiglia Di Loreto e la neoclassica Fontana pubblica, realizzata in pietra bianca locale intagliata che ha rappresentato la più importante fonte di approvvigionamento idrico per la popolazione del centro storico. Proseguendo lungo l’itinerario si accede al quartiere Il Colle, un rione che in passato era molto popoloso, distrutto in parte dai terremoti del 1915 e del 1984. Oggi, al suo posto, è stato realizzato un belvedere che si affaccia da un lato verso la valle e il lago, dall’altro verso la parte più suggestiva della Foce, il profondo canyon scavato dal fiume Sangro. Scendendo la scalinata sotto il belvedere si raggiunge Via Pareti, una stretta viuzza delimitata a destra da case a strapiombo sulla Foce. Proseguendo su via Leonardo di Loreto si raggiunge il tratto semi-pianeggiante del rione la Ciolfia caratterizzato da costruzioni rinascimentali ad eccezione di due portali ottocenteschi. Il colore nero fumo della pietra di alcune costruzioni è diffuso in tutto il borgo e ricorda le terribili pestilenze del passato che la popolazione combatteva bruciando le abitazioni infettate contro il rischio di propagazione del morbo. Deviando sulla destra si attraversa la Porta di Sotto risalente al 1200, secondo accesso al centro storico. Da qui si esce dal centro storico per andare alla Cappella della Madonna di Loreto e da qui si arriva poi allo Studio, il cenobio benedettino, costruito nel 1017, arroccato sulla rupe, un tempo centro di studi e cultura in genere. La costruzione si presenta priva di aperture esterne ad eccezione dell’ingresso e della serie di finestre esposte a mezzogiorno, che illuminavano lo scriptorium, irraggiungibile per via dei suoi ampi davanzali. Ritornando indietro si passa per la Porta di Sotto, il secondo ingresso del borgo, si risale per Via Stretta, la più lunga e importante, con le sue piccole piazzette, vecchie botteghe, abitazioni popolari e signorili. Questa via era il passaggio obbligato dei viandanti che transitavano per Barrea. Riprendendo la salita si incontrano il Palazzo di Don Vincenzo in stile barocco, un piccolo portico che appartiene alla più antica abitazione di Barrea e le costruzioni che la costeggiano che diventano sempre più alte. Continuando la salita, dopo l’incrocio con via Carità, si raggiunge uno slargo che mostra un bel Portale e un’icona in maiolica raffigurante Sant’Antonio da Padova con Gesù bambino in braccio, realizzata dagli abitanti del quartiere come riconoscimento al Santo per lo scampato pericolo alla caduta sul posto di una bomba non esplosa durante la Seconda Guerra Mondiale. Da qui gli ultimi scalini ci riportano alla Porta di Sopra. Dopo una pausa caffè abbiamo ancora tempo per visitare l'Antiquarium della Civiltà Safina, un antico popolo pre-italico di origine indoeuropea che ha cominciato a colonizzare l'area intorno al VII sec. a.c. L'antiquarium è un'esposizione permanente che raccoglie i corredi funerari risalenti al VI secolo a.C., rinvenuti durante gli scavi della necropoli in località "Colleciglio" di Barrea. Nelle diverse campagne di scavo sono state portate alla luce tombe risalenti al periodo che va dal VII secolo a.C. al IV secolo a.C. e i corredi funerari tra cui ceramica d'impasto di produzione locale e vasellame d’importazione in bucchero nero, dischi-corazza a decorazione incisa con episema figurato, pugnali con elsa a corolla e ornamenti femminili probabilmente da parata. Tra le decine di tumuli disposti in cerchi concentrici trovati nelle due necropoli, la tomba n. 96 conteneva i resti di un uomo imponente, un capo clan, il cosiddetto Guerriero di Barrea. Al gigante, che probabilmente trovò la morte sul campo di battaglia, fu riservata una sepoltura monumentale e unica nel suo genere, dicono gli esperti. Nel suo corredo, infatti, furono trovati oltre ai classici oggetti in terracotta, anche anelli e bracciali, armi in ferro, una lancia con la punta foliata e un pugnale con terminazione a stami, e un’armatura bronzea composta da dischi corazza (kardiophylax) a protezione del cuore, con impresso un animale mitologico a doppia testa, simbolo dei Safini. Gli archeologi rilevarono immediatamente che i reperti recuperati, armatura e corredo funerario, rievocavano in maniera indiscutibile gli ornamenti scolpiti nel corpo di pietra del Guerriero di Capestrano. Da qui si prosegue poi su Via Castello dove si incontra la piccola Cappella del Purgatorio, appartenente all’omonima Confraternita, gravemente danneggiata dalla guerra, e la Sala dei Pipistrelli, un centro educativo dedicato allo studio e alla conoscenza dei pipistrelli e in particolare della colonia storica che vive a Barrea. Qui, grazie alla presenza di videocamere, da maggio a settembre è possibile osservare una colonia molto numerosa appartenenti a una specie minacciata, il rinolofo maggiore che vive in un antico palazzo di Barrea. Alla fine del percorso si arriva al Castello, posto sulla parte più alta del paese, che con le sue due torri, quella quadrata dell'XI sec. e quella rotonda del 1500, domina il borgo e tutta la valle. Dal Castello si apre lo sguardo verso l’incantevole paesaggio della valle e, sul versante opposto, la profonda gola percorsa dal fiume Sangro che scorre verso la piana di Alfedena. È arrivato il momento di pranzare in un tipico ristorante dove poter assaporare prodotti locali e antiche ricette. Dopo pranzo usciremo dal borgo antico e faremo visita alla Cappella di San Rocco, costruita verso la fine del 1500 e migliorata in occasione di una peste, dalla facciata costituita da blocchi di pietra squadrata a coronamento orizzontale. Da qui proseguiremo prima verso la cappella della Madonna della Libera e poi fino a raggiungere il santuario di Maria SS delle Grazie, o della Baia, attualmente nella parte alta di Barrea, edificata la prima volta nel XIV secolo e consacrata nel 1345 da Andrea da Valleregia, vescovo di Larino, in località Baia, un'attuale sponda del lago nella parte bassa della valle, probabilmente sui resti di un edificio di culto più antico. Nel 1950, trovandosi sotto il livello d'invaso del nascente lago artificiale, fu ricostruita nella posizione attuale, con struttura identica all'originale e riutilizzandone gli elementi architettonici principali tra cui il portale e gli altari. C'è ancora tempo adesso per rilassarsi e godere del panorama o farsi un giro tra i piccoli negozi per acquistare prodotti tipici.

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I vantaggi

  • Servizio di accompagnamento svolto da una Guida Ambientale Escursionistica e da un esperto locale
  • Lingua inglese
  • Possibilità di visitare luoghi di culto altrimenti aperti solo pochi giorni l'anno
  • Visuale unica sul lago e sul borgo fortificato di Barrea
  • Trascorrere una giornata tra natura protetta e tradizioni antiche.

Come arrivare

In auto

Da Roma Autostrada A1; uscita Frosinone per Sora direzione P.N.A. (Parco Nazionale d'Abruzzo)Autostrada A24-A25; uscita Aielli per Pescasseroli direzione P.N.A. Da Pescara Autostrada A25; uscita Pratola per Sulmona; Castel di Sangro direzione P.N.A. Da Napoli Autostrada A1 Napoli - Roma; uscita Caianello per Venafro e Castel di Sangro direzione P.N.A. Da Bari Autostrada A14 Bari-Pescara; uscita Valdisangro per Castel di Sangro direzione P.N.A.

In treno

Da Roma Termini: Linea Sulmona - Carpinone; Arrivare alla stazione di Sulmona e da lì prendere una coincidenza bus per Castel di Sangro e da Castel di Sangro bus per Pescasseroli con fermata s Barrea. (Arpa o Tua) Oppure fermata di Isernia (per quelli che arrivano dalla Campania) e bus per Castel di Sangro. Da Castel di Sangro bus ber Pescasseroli con fermata Barrea. Per consultare gli orari dei treni visitare il sito web delle Ferrovie dello Stato www.ferroviedellostato.it/.

In Autobus

Da Roma (piazzale Stazione Termini) parte una corsa giornaliera per Pescasseroli (stagionale).

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